Ceci n’est pas un Inesco

Questo non è Inesco. Questo è Banana Magazine. E mi fa ancora strano dirlo e vederlo scritto.
Il gruppo di lavoro che per un anno si è occupato della redazione di Inesco Magazine ha deciso di diventare grande e di fare le cose in proprio.
Banana Editorial Management è il nome che quel gruppo di persone ha preso nel tempo. Ora, quello stesso nome, Banana, è quello che andrà a rappresentare il risultato dei suoi sforzi.
Da tempo sapevamo potesse presentarsi la necessità di camminare con le nostre gambe e, proprio per questo, da tempo, l’attività di comunicazione che ha avuto ad oggetto Inesco ha visto affiancato al nome della rivista un piccolo logo a forma di banana. Abbiamo cercato di educare il vostro occhio e la vostra mente alle forme ed alle parole che ci avrebbero rappresentato in futuro. Siamo noi dunque, gli stessi di prima, ma con una nuova pagina da scrivere e con l’entusiasmo di un nuovo progetto.
Inesco è stato la nostra palestra, un laboratorio che ci ha permesso di crescere e di muovere i primi passi. Certo, di imparare e di crescere non si smette mai. Ma la nostra speranza è che questo numero uno di Banana Magazine possa essere l’inizio di una bella storia di impegno e di passione.
La stessa storia, il suo proseguimento, che ci ha visto amorevolmente e scanzonatamente dare vita ad Inesco nei mesi scorsi. Un anno-e-qualcosa trascorso fra riunioni in pizzerie di provincia e speranze su un futuro che pareva promettente.
Abbiamo vissuto questi sette numeri di Inesco con leggerezza; ci siamo incazzati tra di noi quando ce ne è stato il bisogno, così come ci siamo incazzati con qualcun altro quando si è rischiato di mettere a repentaglio il frutto degli sforzi di tutti senza che la colpa fosse nostra. Quello che viene è l’inizio di un nuovo amore: un hobby che diventa lavoro, un lavoro che rimane passione.
Che aspettarsi, dunque, da questo nuovo progetto che nuovo non è? Aspettatevi lo stesso impegno di sempre e, se possibile, altro ancora. Aspettatevi la voglia di scoprire e mostrarvi idee nuove, volti nuovi e nuovi suoni. Aspettatevi la voglia di crescere con voi e per voi. Aspettatevi la voglia di cambiare restando uguali a se stessi. Aspettatevi un giornale leggibile, fresco. Quel giornale lì, che lo lasci in bagno assieme a quelli che legge la tua ragazza; quello lì, quello che piace pure a lei. Aspettatevi interviste, nuove rubriche e tante belle immagini. Perché le immagini se sono grandi riempiono gli occhi e se sono belle riempiono pure il cuore (si sa mai ci riempiano anche il portafogli…).
Aspettatevi nuove firme e nuovi amici. E con loro nuove idee e nuovi stimoli. Aspettateci: nei negozi ed in rete; e contattateci: dialogate con noi, ci sarà pure qualcuno di voi con qualcosa di interessante da dire.
Banana è meglio e sarà sempre meglio, questo bisogna che ve lo ficchiate in testa. Perché quando noi guardiamo il giornale, dopo che ci è arrivato dalla tipografia, lo passiamo ai raggi x. E mannaggia la volta che ci vada bene così com’è! Speriamo sempre non vediate tutti i difetti che a noi, invece, paiono grandi come macigni. C’è sempre tanto lavoro da fare, tanto da migliorare. Il nostro impegno è quello di trasformare questi errori in esperienza: vogliamo creare un prodotto sempre più completo e sempre migliore. Per questo, il nostro giornale crescerà fra le vostre mani.
Ecco dunque il cambio di formato e la copertina nera (che a me fa tanto “Big Bang”, come atmosfera). Il giornale è più grande ora, respira meglio. Voi respirerete meglio, guardando le fotografie e le immagini che accompagnano ogni numero. E leggerete meglio, perché la carta che abbiamo scelto per voi è fatta apposta per esser letta.
Conserverete meglio ogni copia, perché quando una cosa è fatta bene, la si tratta con più rispetto. Lo mostrerete meglio, perché quando qualcosa colpisce davvero la si vuole condividere con le persone che più si stimano.
In questo anno e mezzo abbiamo conosciuto tante nuove persone. Alcune di loro non ci hanno ascoltato e non sanno che si sono perse (e soprattutto che si perderanno). Altre hanno deciso di accompagnarci e si sono aggregate alla nostra carovana.
Ogni due mesi, cerchiamo di condividere con voi le storie che ognuna di queste persone è in grado di riportarci. Partendo dalla nostra terra, cerchiamo di raccontarle a voi che siete in giro per l’Italia.
Voi, partendo dalle vostre case, cercate di portarle, ogni giorno, dentro alla vostra testa.


