Gigi Barocco Vs His Majesty Andre

GIGI BAROCCO INTERVISTATO DA HIS MAJESTY ANDRE

barocco

His Majesty Andre: Ciao Gigi Barocco, cominciamo come di dovere dalle presentazioni: chi sei?
Gigi Barocco: Sono un mutante ninja venuto dal futuro per salvare la razza umana condannata a scomparire dopo una devastante guerra contro le macchine. Sono qui per proteggere la madre del futuro capo della resistenza umana, e già che ci sono do un’occhiata anche alle altre mamme… ah-yeah!
Il tuo nome è alquanto curioso: tutti sappiamo, specialmente guardando le grafiche che ti raffigurano, cosa significhi Barocco. Ma Gigi? È vero che è un tributo a uno dei nostri imbarazzanti rappresentanti della musica italiana nel mondo?
Ahah, ovviamente! No allora, intanto per dovere di cronaca ci tengo a dire che questo nome è stato defecato dalla mente contorta di Inesha del duo folk-country-plop Blatta & Inesha. Questo allegro ragazzotto ha un particolare talento nell’inventare-barra-storpiare i nomi, difatti Gigi Barocco non è altro che una storpiatura del mio vero nome che però non posso rivelare per ragioni di privacy, userò così un nome di fantasia: Mario Rossi.
Come ti spieghi che per avere visibilità, e nel nostro caso udibilità, si debba lasciare l’Italia e, proponendo un esempio del tutto casuale, uscire per la digital label di Hervé (Cheaper Thrills)?
Le dirò, mio esimio collega, che è una storia vecchia come il cucco. Potrei quindi adesso iniziare a sputare della maleodorante cacca su questa italietta vecchia, marcia, malata e addormentata ma, ti stupirò mio caro, l’ho già fatto troppe volte e mi sono stancato. Noi siamo fortunati zio perché ci svegliamo in Italia, mangiamo in Italia, andiamo al mare in Italia, ma lavoriamo perlopiù all’estero — vedi la sopracitata Cheaper Thrills o vedi il fatto che mentre scrivo mi trovo su un volo per Bruxelles dove suonerò stasera (il party tra l’altro si chiama Kaboom-Gang-Bang-La Cicciolina-Italians Do It Better Party). Quindi, all’inizio magari ti rode ma poi… chissenefrega!
Il tuo EP si chiama Puah. Al di là del “Pu-pu-pu-pu-puah” ricorrente nel pezzo principale, a cosa ti sei ispirato per il titolo? (Complimenti per il break hip-hop)
Thanks per il complimento bro’! Sai cosa mi divertiva delle lezioni di letteratura italiana quando andavo al liceo? Le interpretazioni (anche un po’ perverse) delle poesie e delle opere dei grandi scrittori. Ho sempre pensato che quei poveri cristi avessero scritto quelle robe senza troppo pensare a significati nascosti, ambiguità celate e interpretazioni macchinose e cervellotiche, avevano semplicemente scritto delle cose che sentivano. Punto. Ebbene, mio esimio collega, io lascio ai posteri, a coloro che analizzeranno e studieranno e si scervelleranno sulle mie opere, l’arduo compito di decifrarle e metterle in prosa, i figli dei figli dei tuoi figli avranno finalmente una risposta alla domanda che sorge spontanea ascoltando i miei pezzi, incluso Puah, ovvero: “Ma cosa avrà voluto dire?!”
I miei servizi di intelligence hanno riportato che prima di essere Gigi Barocco sei passato per altri stili musicali, rimanendo comunque sia DJ che produttore. Com’è avvenuto il cambiamento?
Sai fratello, adesso te lo dico: perché devo fare l’artista serio e impegnato se in fondo in fondo e mica tanto in fondo io sono un deficiente?! I tuoi informatori hanno riferito il vero, sono stato un artista serio talentuoso e promettente: e non mi cagava nessuno. A un certo punto mi sono stufato e ho iniziato ad essere il cretino che sono, suonando in accappatoio verde fluo e sparando cazzate nelle interviste (come questa stessa dimostra) e tutti hanno urlato: “Figata!”
L’audience nei locali, specialmente cambiando nazione, reagisce in maniera differente. In che tipo di serata e in quale paese sei stato meglio?
Fino al mese scorso a questa domanda avrei risposto “La Spagna” ma poi sono andato a suonare in Germania… e porca miseria che party! Intanto le tedesche impazziscono per gli italiani, e già questa è una gran figata, poi se nei manifesti scrivono anche “The italian stallion” hai fatto tombola! Il club era abbastanza piccolo e quindi dopo un paio d’ore praticamente conoscevi tutti, clima super familiare insomma… chi ha detto che i tedeschi sono freddi?!
Qual è stata la situazione più strana e quale quella più divertente nella quale ti sei ritrovato suonando?
Mi viene da ridere solo a pensarci: in braccio ad un buttafuori che mi sbatteva per l’appunto fuori dal club in cui suonavo dopo avermi prelevato dal bagno per ragioni che non posso rivelare (andate a cercare le paparazzate su Novella 2000) mentre urlavo “I’m the DJ, I’m the DJ…” Ho dovuto fare i numeri per rientrare nel club!
Oltre alla musica, cosa caratterizza le tue giornate? (è un modo differente di chiederti se hai altre ossessioni oltre la musica)
La fica si può dire? Anche perché tutte le altre ossessioni sono riconducibili alla musica. Durante il giorno lavoro (sono un maestro di chitarra) e la sera/notte produco, e quando mi rompo le balle mi spalmo sul letto a spulciare Internet o a vedere qualche film. Ecco, una roba che adoro è la trash-TV, dal grande fardello alle televendite sulle reti private a tutte le schifezze che la TV italiana offre a pacchi.
Prova a immaginare questa situazione: io non so cosa farò fra cinque minuti… almeno tu hai progetti per il futuro?
Claro que sì amigo, la conquista del Mondo!

myspace.com/gigibarocco



HIS MAJESTY ANDRE INTERVISTATO DA GIGI BAROCCO

andre

Gigi Barocco: Buongiorno vostra maestà imperiale, vostra santità eccellentissima. Non posso che iniziare questa intervista con una domanda che mi toglie il sonno ormai da mesi: la terza persona di cortesia è una peculiarità della lingua italiana, come si fa “appellare” quando va all’estero? Non si accontenterà mica di un volgarissimo “tu”?!
His Majesty Andre: Vostra Grazia, all’estero, ove non possibile la lingua italiana, sono duopi all’uso del “you”, valido anche per la terza persona plurale. Ma poi Noi siamo Reali semplici, come tutti. Non ci formalizziamo di fronte a tali piccolezze, di comunque indubbia natura cafona.
Guardandola, a primo impatto colpisce la giovane età: come e quando nasce il progetto HMA? È stato preceduto da altri progetti/esperimenti/band scolastiche/saggi di flauto dolce?
Alle medie si suonava il flauto ed ero l’unico ad avere 10. E non ho mai letto una sola nota dello spartito. La colpa, se di tale si tratta, è da attribuire a mio fratello che mi ha sempre circondato di musica di tutti i tipi. Prima di HMA c’è stato qualche tentativo di dubbio gusto, da vera vergogna. Grazie al cielo non esisteva Internet e non ne sono rimaste tracce se non sperdute su qualche cassetta. Magari un giorno potrei uploadarne qualcuna però… ci sono delle cose che in effetti sono troppo esilaranti per rimanere nascoste.
Nessuno è profeta in patria: sei anche tu vittima della fuga di cervelli? (il mio è fuggito da un pezzo!) Avverti come un limite lo stare in Italia? Ti senti più apprezzato fuori?
Come puoi vedere dalle numerose foto ho una vaga simpatia per il Regno Unito. I motivi sono tanti, bene o male sono comuni per tutti gli inglesi adottati, in più c’è un fattore emotivo non da poco che accompagna ogni scelta e cosa che faccio. Quindi fatemi notare che in UK non c’è il bidet e io vi farò assaggiare i cornish pasty, giusto per cambiare discorso e farvi vivere tutti i lati positivi.
In Italia purtroppo c’è una scarsa “club culture”, che nel nostro mondo è indispensabile anche da parte dell’audience. Ultimamente però devo ammettere di aver notato un interesse maggiore da parte di chi viene alle serate nel curiosare a 360 gradi nell’ambiente musicale, così da scoprire e apprezzare anche quei pezzi un po’ strani che a volte mettiamo e che fanno ballare la gente solo perché hanno bevuto molto.
Come saprai, se siamo qui a sparare cazzate su questo magazine è perché il buon Congo-Rocco ci ha nominati in una precedente intervista. Chi nomineresti tu come nuove leve della scena italiana? (presenti esclusi!) E in generale come vedi l’Italia oggi rispetto al resto d’Europa? Rappresentiamo, zio?!
Sicuramente stiamo insegnando, nuovamente, che gli Italiani ci sono e sanno ancora fare la buona pizza, degli spaghetti perfetti (questa assonanza divertirà molto gli inglesi) e dell’ottima musica. Fra le nuove leve è difficile fare nomi al momento perché ci stiamo riempiendo di molto materiale da ascoltare con molta attenzione. Di sicuro non possiamo lasciare da parte Aaalessiiooo, con il suo accattivante pop-nap-sound.
Il tuo singolo Peep Thong è stato strasupportato dal buon Pete Tong. Impossibile non notare l’assonanza Peep Thong/Pete Tong: è stato un colpo di culo o dobbiamo pensare che vi eravate messi d’accordo prima ed è tutto un “magna magna”? (d’altronde in quanto “Maestà” sei anche “Magno”)
È stato un colpo di fortuna guidato dalla mano di Dio. Un giorno parlavo con Filo, mio fratello, e al posto di dire Pete Tong ho detto Peep Thong. Perché io e la pronuncia inglese ogni tanto non andiamo d’accordo. Io e la stupidità invece molto. Infatti potrebbe anche essere che mi piace guardare i tanga e volevo che tutti lo sapessero mentre ballano il pezzo.
In quanto produttore molto quotato sarai vittima anche tu di tutti quei rompiballe che su MySpace ti chiedono cosa utilizzi in studio per produrre, credendo ingenuamente di poter carpire il segreto del tuo suono dal software che utilizzi o dalla marca del compressore con cui fai il sidechain… ebbene: cosa vogliamo rispondere a tutti questi ragazzetti indiscreti e molesti?
Che è tutto relativo, anche quello che sembra palesemente giusto. Se vuoi imparare a fare la pasta non chiedi la marca del matterello, né il brand degli ingredienti. L’importante è come fai le cose, come ti trovi meglio e l’amore che ci metti. E ora, tutti a letto!
Bene e adesso dimmi, cosa usi per produrre?
Ma allora non ci siamo capiti. Vabbè, aggiungiamo un po’ di leggenda e mistero attorno ad His Majesty (terza persona anche per me). Fra gli strumenti che uso di più ci sono un paio di AKAI S950, l’irrununciabile TR-909 con la sorella TR-808 e uno splendido banco analogico per mixare. Oi, almeno finite di leggere l’intervista prima di andare su eBay!
Quando vai a suonare in giro ti porti vinili, CDs o laptop?
In genere i CD, molto raramente ho portato con me i vinili perché sono pezzi che non sempre riesco a mettere, ma ne ho una copia su CD per ogni evenienza (con ogni evenienza intendo backup, nel caso stesse leggendo la signora SIAE). In un non troppo lontano futuro credo farò uno step ulteriore per poter dare più energia e divertimento durante il set (leggi Serato).
Qualcuno crede che i DJs ascoltino sempre e comunque “la musica da discoteca”. Ci dici invece cosa ascolti tu quando stendi i panni o sei in macchina o fai la cacca?
Mi piace molto la Disco ’70, credo sia quella che ci ha portato tutti a dove siamo musicalmente ora. Poi ascolto funk, soul, rock, pop, cip, ciop, spritz, burp, santilla e cazzimm’.
Ultimamente la tua carriera è stata segnata da alcuni goals clamorosi: dal remix di Redman alle uscite su Cheap Thrills al precedentemente citato supporto di Pete Ping Pong. Come ti vivi questo successo? Fai il figo con le ragazzette nei privé dei club atteggiandoti alla Pididdi o non te ne potrebbe frega’ de meno e giri ancora col Ciao di tuo zio e le scarpe bucate?
Lo vivo come se non fosse successo, forse proprio perché siamo in Italia. Probabilmente da altre parti sarebbe più semplice avere qualche tentazione nel tirarsela, ma in genere non sono uno che approfitta troppo (a meno che non si parli di finire la zuppa inglese o la cheesecake). Sì, un fesso. Per i privé… beh, non mi ci fanno mai entrare quindi è ancora più difficile tirarsela lì.
Domandone praticamente obbligatorio: progetti per il futuro?
Ah, ma allora non mi ascolti! Non so cosa farò nel giro di poco. Teoricamente dovrei uscire a mangiare del junk food con Rocco. Per il resto è un continuo capire la strategia migliore per conquistare tutto: fiducia, mondo, cuori.

myspace.com/hismajestyandre

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Pubblicato il 07/09/09 in Musica. Tags: , , .
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