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	<title>Banana</title>
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	<description>Raccontiamo storie interessanti a persone interessate, su carta di qualità.</description>
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		<title>L’ironia di Dente batte l’ironia della sorte… dieci a zero</title>
		<link>http://www.banana-magazine.com/2009/07/24/l%e2%80%99ironia-di-dente-batte-l%e2%80%99ironia-della-sorte%e2%80%a6-dieci-a-zero/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 17:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[<a class='img_thumb' href=http://www.banana-magazine.com/2009/07/24/l%e2%80%99ironia-di-dente-batte-l%e2%80%99ironia-della-sorte%e2%80%a6-dieci-a-zero/><img src=http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/dente-01.jpg class=img_thumb hspace=0 align=left width=105  /></a>
Chi non conosce Giuseppe Peveri si perde un mondo di coriandoli e soli di primavera, ironia e carezze, piedi nudi nei campi e corse contro i mulini a vento, frullato in un cantautorato tra il giocoso e il geniale, incrociato con un beat in ritardo di qualche decennio. Semplicità dimenticate, e un modo di scrivere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-402" title="dente-01" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/dente-01.jpg" alt="dente-01" width="380" height="253" /></p>
<p><em>Chi non conosce Giuseppe Peveri si perde un mondo di coriandoli e soli di primavera, ironia e carezze, piedi nudi nei campi e corse contro i mulini a vento, frullato in un cantautorato tra il giocoso e il geniale, incrociato con un beat in ritardo di qualche decennio. Semplicità dimenticate, e un modo di scrivere canzoni d’amore che non si sentiva più dai tempi di Battisti. Tutto questo, e soprattutto quello che segue nell’intervista, è Dente.</em></p>
<p><strong>Banana: Dopo <em>Anice in bocca</em> e <em>Non c’è due senza te</em>, arriva <em>L’amore non è bello</em>, uscito il 14 febbraio scorso, in cui rispondono all’appello l’innamoramento, la fine, la quotidianità e la straordinarietà.</strong><br />
<strong>Dente:</strong> È tutto vero.</p>
<p><strong>Il suo titolo al negativo non è il primo segno di stranezza che dai: <em>Canzone di non amore</em>, del disco precedente, usava uno stratagemma simile, ovvero usare parole ed espressioni strane, per esprimere parole in un codice tutto tuo, che è ironico, leggero, e a volte rade quel sottile filo di divisione tra l’amarezza e l’ironia. Cos’ha di diverso il tuo modo di vedere le cose rispetto alla logica comune?</strong><br />
Non lo so, io credevo di essere normale. Per me <em>Canzone di non amore</em> è struggente e assassina, io l’ho sempre percepita come una cosa che faceva molto male. Il mio amore veniva rifiutato e io volevo morire. Poi chi l’ha sentita ha detto “Ho sentito quella canzone&#8230; ahah, che ridere!” E lì ho capito che forse il mio modo di esprimermi non era proprio in linea con il comune ragionare.</p>
<p><strong>Musicalmente, a chi ti sei ispirato per ottenere un disco che si aggira senza pentimenti tra l’acustico, lo psichedelico, la forma canzone libera e certe melodie surreali?</strong><br />
Sicuramente al mondo musicale che ho in testa e che è fatto più che da artisti o gruppi, da un periodo preciso e anche da un modo di fare. Mi spiego. I dischi prodotti negli anni ’70 sia in Italia che all’estero mi sono sempre piaciuti. Credo che in alcuni di essi si possa ascoltare una magia particolare e credo che si sia ottenuta anche grazie al modo in cui venivano registrati quei dischi. Penso ad <em>Harvest</em> di Neil Young o ai dischi di Marley ad <em>Alice non lo sa</em> di De Gregori sono dischi che si possono respirare, in cui l’atmosfera della sala di ripresa è viva e tangibile. Ecco, io nel mio piccolissimo piccolo ho voluto registrare un disco come si faceva allora con i limiti dettati dalla modernità. Quindi registrazione su nastro, presa diretta, pastasciutta, errori tenuti, divani-letto in studio, ecc. Mi sono preoccupato più che altro di creare l’ambiente, del gruppo con cui avrei suonato, dei rapporti umani e del periodo (agosto-settembre) pensando che il resto sarebbe venuto da sé se ci fossero stati i presupposti che volevo.</p>
<p><strong>C’è più istinto o intelletto nelle tue canzoni?</strong><br />
La prima che hai detto. Non faccio mai molti ragionamenti quando scrivo. Scrivo e basta. Quello che arriva butto giù.</p>
<p><strong>Le tue canzoni: sono da ascoltare, di sottofondo, in macchina, in viaggio, quando si è innamorati o quando si è stati lasciati? Come le vedi?</strong><br />
Credo sia una cosa abbastanza personale… io ad esempio quando faccio le pulizie metto i Black Sabbath.</p>
<p><strong>Quanto contano le parole nella tua vita? Una parola è, come dicono i Tre Allegri Ragazzi Morti, un “uragano stretto tra le labbra”? Chi devi ringraziare per la tua percezione, ovvero hai qualche padre adottivo artistico o no?</strong><br />
Le parole contano molto anche se in realtà sono i numeri che dovrebbero contare. Le parole mi hanno aiutato ad uscire dai guai e a volte mi ci hanno messo. Sicuramente il primo che mi ha fatto capire che con le parole si potevano fare grandi cose è stato Ungaretti. Ma non mi sento di avere nessun padre artistico.</p>
<p><strong>Il tuo è un disco che non è vietato a nessuno. È come una trafila di parole dolci o amare dette alla propria amata, oppure una serie di esilaranti battute per sdrammatizzare il tutto. Comunque sia tutto quello che c’è nel tuo disco è detto con il cuore, anche se a volte il cuore è verde di bile. Cosa vuol dire “urgenza” nel comporre i dischi?</strong><br />
Io sono uno che se non ha bisogno di scrivere non lo fa. Scrivo una canzone dal momento in cui non so dove buttare quello che ho dentro e che mi mangia, allora lo metto lì e mi sento meglio. Non scrivo su commissione né a comando. Quindi l’urgenza credo di conoscerla.</p>
<p><strong>Il video di <em>Vieni a vivere</em>, girato a Venezia, esprime un mondo fai-da-te, fatto di sogni, gioco e semplicità. Per la canzone ti sei ironicamente ispirato alle storie di quelle coppie giovanissime che scelgono di andare a convivere. Tu che sogno hai ora davanti agli occhi, dopo i numerosi traguardi già raggiunti?</strong><br />
Sì, voleva essere una canzone scherzosa su quel tipo di sogno adolescenziale lì, poi si è trasformata in una richiesta vera e propria. Faccio fatica a sognare ultimamente. Stanotte ho sognato Capossela, suonavamo insieme un pianoforte di carta. Poi io volavo via perché c’era il vento forte. Per i sogni che intendi tu il mio è sempre lo stesso da sempre: sogno di svegliarmi tutte le mattine felice di farlo.</p>
<p><strong>Trovi anche tu che salire su un palco significhi reinventarsi ogni sera per un pubblico diverso? Quanto pesa e quanto ti libera questo processo?</strong><br />
No, io non mi reinvento, io vado sul palco e sono io tutte le sere. È la gente che è sempre diversa. Fare concerti non mi pesa, ma neanche mi libera, diciamo che mi piace. Io suono da quindici anni perché mi piace suonare. Visto che ho la possibilità di suonare e cantare le mie canzoni lo faccio… anche perché sennò cosa farei tutto il giorno?</p>
<p><strong>Sapresti immaginarti diverso?</strong><br />
Sì, lo sono stato e penso che lo sarò ancora.</p>
<p><a title="Dente" href="http://www.amodente.it/" target="_blank">www.amodente.it</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-403" title="dente-02" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/dente-02.jpg" alt="dente-02" width="380" height="253" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-404" title="dente-03" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/dente-03.jpg" alt="dente-03" width="380" height="570" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-405" title="dente-04" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/dente-04.jpg" alt="dente-04" width="380" height="253" /><br />
Intervista di Claudia Selmi<br />
Foto di Bea De Giacomo</p>
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		<title>Life&#8217;s railway</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 13:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>

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		<description><![CDATA[<a class='img_thumb' href=http://www.banana-magazine.com/2009/07/20/lifes-railway/><img src=http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/11.jpg class=img_thumb hspace=0 align=left width=105  /></a>










&#160;
Foto: Federica Nuzzo, Emmanuele Delrio
Styling: Cristiana Santella
Modelli: Silvia, Luca

Brands: Modern Amusement, Converse, Bird, Edwin, Nike 6.0, Obey, VNGRD, Sessun, Sixpack France, Be Positive, Wesc.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-370" title="11" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/11.jpg" alt="11" width="380" height="247" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-371" title="silvia2" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/silvia2.jpg" alt="silvia2" width="380" height="266" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-372" title="3" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/3.jpg" alt="3" width="380" height="579" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-373" title="silvia1" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/silvia1.jpg" alt="silvia1" width="380" height="532" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-374" title="luca1" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/luca1.jpg" alt="luca1" width="380" height="532" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-375" title="14" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/14.jpg" alt="14" width="380" height="579" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-376" title="6" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/6.jpg" alt="6" width="380" height="573" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-377" title="stilllife1" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/stilllife1.jpg" alt="stilllife1" width="380" height="271" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-378" title="silvia3" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/silvia3.jpg" alt="silvia3" width="380" height="271" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-379" title="stilllife2" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/stilllife2.jpg" alt="stilllife2" width="380" height="271" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-380" title="luca2" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/luca2.jpg" alt="luca2" width="380" height="271" /></p>
<p><P>&nbsp;</P></p>
<p>Foto: Federica Nuzzo, Emmanuele Delrio<br />
Styling: Cristiana Santella<br />
Modelli: Silvia, Luca<br />
<br />
Brands: Modern Amusement, Converse, Bird, Edwin, Nike 6.0, Obey, VNGRD, Sessun, Sixpack France, Be Positive, Wesc.</p>
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		<title>The Dead Weather</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 18:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a class='img_thumb' href=http://www.banana-magazine.com/2009/07/14/the-dead-weather/><img src=http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/the-dead-weather.jpg class=img_thumb hspace=0 align=left width=105  /></a>
The Dead Weather &#8211; Treat Me Like Your Mother

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-367" title="the-dead-weather" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/the-dead-weather.jpg" alt="the-dead-weather" width="380" height="213" /><br />
<a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&amp;videoid=60318452">The Dead Weather &#8211; Treat Me Like Your Mother</a><br />
<object width="380" height="319" data="http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=60318452,t=1,mt=video" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=60318452,t=1,mt=video" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Gigi Barocco Vs His Majesty Andre</title>
		<link>http://www.banana-magazine.com/2009/07/09/gigi-barocco-vs-his-majesty-andre/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 17:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[gigi barocco]]></category>
		<category><![CDATA[his majesty andre]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[<a class='img_thumb' href=http://www.banana-magazine.com/2009/07/09/gigi-barocco-vs-his-majesty-andre/><img src=http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/barocco.jpg class=img_thumb hspace=0 align=left width=105  /></a>GIGI BAROCCO INTERVISTATO DA HIS MAJESTY ANDRE


His Majesty Andre: Ciao Gigi Barocco, cominciamo come di dovere dalle presentazioni: chi sei?
Gigi Barocco: Sono un mutante ninja venuto dal futuro per salvare la razza umana condannata a scomparire dopo una devastante guerra contro le macchine. Sono qui per proteggere la madre del futuro capo della resistenza umana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GIGI BAROCCO INTERVISTATO DA HIS MAJESTY ANDRE</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-348" title="barocco" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/barocco.jpg" alt="barocco" width="380" height="293" /><br />
</strong></p>
<p><strong>His Majesty Andre: Ciao Gigi Barocco, cominciamo come di dovere dalle presentazioni: chi sei?</strong><br />
<strong>Gigi Barocco:</strong> Sono un mutante ninja venuto dal futuro per salvare la razza umana condannata a scomparire dopo una devastante guerra contro le macchine. Sono qui per proteggere la madre del futuro capo della resistenza umana, e già che ci sono do un’occhiata anche alle altre mamme… ah-yeah!<br />
<strong>Il tuo nome è alquanto curioso: tutti sappiamo, specialmente guardando le grafiche che ti raffigurano, cosa significhi Barocco. Ma Gigi? È vero che è un tributo a uno dei nostri imbarazzanti rappresentanti della musica italiana nel mondo?</strong><br />
Ahah, ovviamente! No allora, intanto per dovere di cronaca ci tengo a dire che questo nome è stato defecato dalla mente contorta di Inesha del duo folk-country-plop Blatta &amp; Inesha. Questo allegro ragazzotto ha un particolare talento nell’inventare-barra-storpiare i nomi, difatti Gigi Barocco non è altro che una storpiatura del mio vero nome che però non posso rivelare per ragioni di privacy, userò così un nome di fantasia: Mario Rossi.<br />
<strong>Come ti spieghi che per avere visibilità, e nel nostro caso udibilità, si debba lasciare l’Italia e, proponendo un esempio del tutto casuale, uscire per la digital label di Hervé (Cheaper Thrills)?</strong><br />
Le dirò, mio esimio collega, che è una storia vecchia come il cucco. Potrei quindi adesso iniziare a sputare della maleodorante cacca su questa italietta vecchia, marcia, malata e addormentata ma, ti stupirò mio caro, l’ho già fatto troppe volte e mi sono stancato. Noi siamo fortunati zio perché ci svegliamo in Italia, mangiamo in Italia, andiamo al mare in Italia, ma lavoriamo perlopiù all’estero — vedi la sopracitata Cheaper Thrills o vedi il fatto che mentre scrivo mi trovo su un volo per Bruxelles dove suonerò stasera (il party tra l’altro si chiama Kaboom-Gang-Bang-La Cicciolina-Italians Do It Better Party). Quindi, all’inizio magari ti rode ma poi… chissenefrega!<br />
<strong>Il tuo EP si chiama Puah. Al di là del “Pu-pu-pu-pu-puah” ricorrente nel pezzo principale, a cosa ti sei ispirato per il titolo? (Complimenti per il break hip-hop)</strong><br />
Thanks per il complimento bro’! Sai cosa mi divertiva delle lezioni di letteratura italiana quando andavo al liceo? Le interpretazioni (anche un po’ perverse) delle poesie e delle opere dei grandi scrittori. Ho sempre pensato che quei poveri cristi avessero scritto quelle robe senza troppo pensare a significati nascosti, ambiguità celate e interpretazioni macchinose e cervellotiche, avevano semplicemente scritto delle cose che sentivano. Punto. Ebbene, mio esimio collega, io lascio ai posteri, a coloro che analizzeranno e studieranno e si scervelleranno sulle mie opere, l’arduo compito di decifrarle e metterle in prosa, i figli dei figli dei tuoi figli avranno finalmente una risposta alla domanda che sorge spontanea ascoltando i miei pezzi, incluso Puah, ovvero: “Ma cosa avrà voluto dire?!”<br />
<strong>I miei servizi di intelligence hanno riportato che prima di essere Gigi Barocco sei passato per altri stili musicali, rimanendo comunque sia DJ che produttore. Com’è avvenuto il cambiamento?</strong><br />
Sai fratello, adesso te lo dico: perché devo fare l’artista serio e impegnato se in fondo in fondo e mica tanto in fondo io sono un deficiente?! I tuoi informatori hanno riferito il vero, sono stato un artista serio talentuoso e promettente: e non mi cagava nessuno. A un certo punto mi sono stufato e ho iniziato ad essere il cretino che sono, suonando in accappatoio verde fluo e sparando cazzate nelle interviste (come questa stessa dimostra) e tutti hanno urlato: “Figata!”<br />
<strong>L’audience nei locali, specialmente cambiando nazione, reagisce in maniera differente. In che tipo di serata e in quale paese sei stato meglio?</strong><br />
Fino al mese scorso a questa domanda avrei risposto “La Spagna” ma poi sono andato a suonare in Germania… e porca miseria che party! Intanto le tedesche impazziscono per gli italiani, e già questa è una gran figata, poi se nei manifesti scrivono anche “The italian stallion” hai fatto tombola! Il club era abbastanza piccolo e quindi dopo un paio d’ore praticamente conoscevi tutti, clima super familiare insomma… chi ha detto che i tedeschi sono freddi?!<br />
<strong>Qual è stata la situazione più strana e quale quella più divertente nella quale ti sei ritrovato suonando?</strong><br />
Mi viene da ridere solo a pensarci: in braccio ad un buttafuori che mi sbatteva per l’appunto fuori dal club in cui suonavo dopo avermi prelevato dal bagno per ragioni che non posso rivelare (andate a cercare le paparazzate su Novella 2000) mentre urlavo “I’m the DJ, I’m the DJ…” Ho dovuto fare i numeri per rientrare nel club!<br />
<strong>Oltre alla musica, cosa caratterizza le tue giornate? (è un modo differente di chiederti se hai altre ossessioni oltre la musica)</strong><br />
La fica si può dire? Anche perché tutte le altre ossessioni sono riconducibili alla musica. Durante il giorno lavoro (sono un maestro di chitarra) e la sera/notte produco, e quando mi rompo le balle mi spalmo sul letto a spulciare Internet o a vedere qualche film. Ecco, una roba che adoro è la trash-TV, dal grande fardello alle televendite sulle reti private a tutte le schifezze che la TV italiana offre a pacchi.<br />
<strong>Prova a immaginare questa situazione: io non so cosa farò fra cinque minuti… almeno tu hai progetti per il futuro?</strong><br />
Claro que sì amigo, la conquista del Mondo!</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/gigibarocco" target="_blank">myspace.com/gigibarocco</a></p>
<p></br><br />
<strong>HIS MAJESTY ANDRE INTERVISTATO DA GIGI BAROCCO</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-349" title="andre" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/07/andre.jpg" alt="andre" width="380" height="293" /><br />
</strong></p>
<p><strong>Gigi Barocco: Buongiorno vostra maestà imperiale, vostra santità eccellentissima. Non posso che iniziare questa intervista con una domanda che mi toglie il sonno ormai da mesi: la terza persona di cortesia è una peculiarità della lingua italiana, come si fa “appellare” quando va all’estero? Non si accontenterà mica di un volgarissimo “tu”?! </strong><br />
<strong>His Majesty Andre:</strong> Vostra Grazia, all’estero, ove non possibile la lingua italiana, sono duopi all’uso del “you”, valido anche per la terza persona plurale. Ma poi Noi siamo Reali semplici, come tutti. Non ci formalizziamo di fronte a tali piccolezze, di comunque indubbia natura cafona.<br />
<strong>Guardandola, a primo impatto colpisce la giovane età: come e quando nasce il progetto HMA? È stato preceduto da altri progetti/esperimenti/band scolastiche/saggi di flauto dolce?</strong><br />
Alle medie si suonava il flauto ed ero l’unico ad avere 10. E non ho mai letto una sola nota dello spartito. La colpa, se di tale si tratta, è da attribuire a mio fratello che mi ha sempre circondato di musica di tutti i tipi. Prima di HMA c’è stato qualche tentativo di dubbio gusto, da vera vergogna. Grazie al cielo non esisteva Internet e non ne sono rimaste tracce se non sperdute su qualche cassetta. Magari un giorno potrei uploadarne qualcuna però… ci sono delle cose che in effetti sono troppo esilaranti per rimanere nascoste.<br />
<strong>Nessuno è profeta in patria: sei anche tu vittima della fuga di cervelli? (il mio è fuggito da un pezzo!) Avverti come un limite lo stare in Italia? Ti senti più apprezzato fuori?</strong><br />
Come puoi vedere dalle numerose foto ho una vaga simpatia per il Regno Unito. I motivi sono tanti, bene o male sono comuni per tutti gli inglesi adottati, in più c’è un fattore emotivo non da poco che accompagna ogni scelta e cosa che faccio. Quindi fatemi notare che in UK non c’è il bidet e io vi farò assaggiare i cornish pasty, giusto per cambiare discorso e farvi vivere tutti i lati positivi.<br />
In Italia purtroppo c’è una scarsa “club culture”, che nel nostro mondo è indispensabile anche da parte dell’audience. Ultimamente però devo ammettere di aver notato un interesse maggiore da parte di chi viene alle serate nel curiosare a 360 gradi nell’ambiente musicale, così da scoprire e apprezzare anche quei pezzi un po’ strani che a volte mettiamo e che fanno ballare la gente solo perché hanno bevuto molto.<br />
<strong>Come saprai, se siamo qui a sparare cazzate su questo magazine è perché il buon Congo-Rocco ci ha nominati in una precedente intervista. Chi nomineresti tu come nuove leve della scena italiana? (presenti esclusi!) E in generale come vedi l’Italia oggi rispetto al resto d’Europa? Rappresentiamo, zio?! </strong><br />
Sicuramente stiamo insegnando, nuovamente, che gli Italiani ci sono e sanno ancora fare la buona pizza, degli spaghetti perfetti (questa assonanza divertirà molto gli inglesi) e dell’ottima musica. Fra le nuove leve è difficile fare nomi al momento perché ci stiamo riempiendo di molto materiale da ascoltare con molta attenzione. Di sicuro non possiamo lasciare da parte Aaalessiiooo, con il suo accattivante pop-nap-sound.<br />
<strong>Il tuo singolo Peep Thong è stato strasupportato dal buon Pete Tong. Impossibile non notare l’assonanza Peep Thong/Pete Tong: è stato un colpo di culo o dobbiamo pensare che vi eravate messi d’accordo prima ed è tutto un “magna magna”? (d’altronde in quanto “Maestà” sei anche “Magno”)</strong><br />
È stato un colpo di fortuna guidato dalla mano di Dio. Un giorno parlavo con Filo, mio fratello, e al posto di dire Pete Tong ho detto Peep Thong. Perché io e la pronuncia inglese ogni tanto non andiamo d’accordo. Io e la stupidità invece molto. Infatti potrebbe anche essere che mi piace guardare i tanga e volevo che tutti lo sapessero mentre ballano il pezzo.<br />
<strong>In quanto produttore molto quotato sarai vittima anche tu di tutti quei rompiballe che su MySpace ti chiedono cosa utilizzi in studio per produrre, credendo ingenuamente di poter carpire il segreto del tuo suono dal software che utilizzi o dalla marca del compressore con cui fai il sidechain… ebbene: cosa vogliamo rispondere a tutti questi ragazzetti indiscreti e molesti? </strong><br />
Che è tutto relativo, anche quello che sembra palesemente giusto. Se vuoi imparare a fare la pasta non chiedi la marca del matterello, né il brand degli ingredienti. L’importante è come fai le cose, come ti trovi meglio e l’amore che ci metti. E ora, tutti a letto!<br />
<strong>Bene e adesso dimmi, cosa usi per produrre?</strong><br />
Ma allora non ci siamo capiti. Vabbè, aggiungiamo un po’ di leggenda e mistero attorno ad His Majesty (terza persona anche per me). Fra gli strumenti che uso di più ci sono un paio di AKAI S950, l’irrununciabile TR-909 con la sorella TR-808 e uno splendido banco analogico per mixare. Oi, almeno finite di leggere l’intervista prima di andare su eBay!<br />
<strong>Quando vai a suonare in giro ti porti vinili, CDs o laptop? </strong><br />
In genere i CD, molto raramente ho portato con me i vinili perché sono pezzi che non sempre riesco a mettere, ma ne ho una copia su CD per ogni evenienza (con ogni evenienza intendo backup, nel caso stesse leggendo la signora SIAE). In un non troppo lontano futuro credo farò uno step ulteriore per poter dare più energia e divertimento durante il set (leggi Serato).<br />
<strong>Qualcuno crede che i DJs ascoltino sempre e comunque “la musica da discoteca”. Ci dici invece cosa ascolti tu quando stendi i panni o sei in macchina o fai la cacca? </strong><br />
Mi piace molto la Disco ’70, credo sia quella che ci ha portato tutti a dove siamo musicalmente ora. Poi ascolto funk, soul, rock, pop, cip, ciop, spritz, burp, santilla e cazzimm’.<br />
<strong>Ultimamente la tua carriera è stata segnata da alcuni goals clamorosi: dal remix di Redman alle uscite su Cheap Thrills al precedentemente citato supporto di Pete Ping Pong. Come ti vivi questo successo? Fai il figo con le ragazzette nei privé dei club atteggiandoti alla Pididdi o non te ne potrebbe frega’ de meno e giri ancora col Ciao di tuo zio e le scarpe bucate? </strong><br />
Lo vivo come se non fosse successo, forse proprio perché siamo in Italia. Probabilmente da altre parti sarebbe più semplice avere qualche tentazione nel tirarsela, ma in genere non sono uno che approfitta troppo (a meno che non si parli di finire la zuppa inglese o la cheesecake). Sì, un fesso. Per i privé… beh, non mi ci fanno mai entrare quindi è ancora più difficile tirarsela lì.<br />
<strong>Domandone praticamente obbligatorio: progetti per il futuro?</strong><br />
Ah, ma allora non mi ascolti! Non so cosa farò nel giro di poco. Teoricamente dovrei uscire a mangiare del junk food con Rocco. Per il resto è un continuo capire la strategia migliore per conquistare tutto: fiducia, mondo, cuori.</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/hismajestyandre" target="_blank">myspace.com/hismajestyandre</a></p>
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		<title>Metti una sera al lago</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 01:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a class='img_thumb' href=http://www.banana-magazine.com/2009/06/03/317/><img src=http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/06/trash_120609l380px.jpg class=img_thumb hspace=0 align=left width=105  /></a>


La noia, si sa, è una gran brutta cosa, soprattutto in questo periodo, quando i ragazzi mettono via i libri e si ritrovano con ancora più tempo libero del solito. Ecco allora che per occupare le calde serate pre-estive si debba ricorrere alle offerte di divertimento che un po&#8217; ovunque vengono riproposte di anno in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=178643125102" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-318" title="trash_120609l380px" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/06/trash_120609l380px.jpg" alt="trash_120609l380px" width="380" height="556" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La noia, si sa, è una gran brutta cosa, soprattutto in questo periodo, quando i ragazzi mettono via i libri e si ritrovano con ancora più tempo libero del solito. Ecco allora che per occupare le calde serate pre-estive si debba ricorrere alle offerte di divertimento che un po&#8217; ovunque vengono riproposte di anno in anno, ma non sempre l&#8217;aperitivo o il <a href="http://img206.imageshack.us/img206/8717/europeoludwiges1.jpg" target="_blank">falò con gli amici</a> sono la risposta a questo genere di problema. Succede così che qualcuno, non contento di quello che c&#8217;è, si crei da solo il suo passatempo e faccia come <a title="Trash-Dance" href="http://www.trash-dance.com/" target="_blank">questi</a> nostri amici. Ci hanno riassunto la loro storia e ci hanno detto cosa faranno quest&#8217;anno, più o meno così: &#8220;Eravamo disperatamente annoiati dalle proposte dei locali, e siamo stati costretti a fare quello che ci sarebbe piacuto aver trovato fatto. E&#8217; nato così Trash. Al primo party suonavano i non ancora mascherati ma già supereroi della dancefloor Bloody Beetroots. L&#8217;obiettivo era divertirci, ma anche promuovere la scena musicale indipendente che stava per nascere, supportare giovani djs/producers e band nazionali, portare in Italia talentuosi artisti internazionali, ma soprattutto far capire ad una generazione divisa tra camicie e smandibolamenti che le piste da ballo servono ad altro. A noi è sempre piaciuto riempirle di sudore e storie che racconteremo ai nostri nipoti, quando saranno ventenni. Oggi, a tre anni di distanza, Trash-Dance è tra le crew più conosciute della scena electro italiana, ha collaborato con le più importanti realtà nazionali legate al mondo underground: 55DSL, New Age Club, Excuse Me, Inesco e Vinile in Veneto, Rocket, iPogo, Don’t Fuck About e Neon Disco a Milano ed ha portato fortuna a tanti giovani artisti ora di fama internazionale. Il 12 giugno festeggeremo il compleanno di Trash-Dance, in una magnifica location sulla riva di un lago, con TUTTI i nostri amici, divisi in tre sale: due electro con i migliori djs della scena underground ed ospiti internazionali e una indie-rock con Wah Wah Club e Lamette. Se al Trash avete ballato, roccolato, fatto l&#8217;amore o acrobazie simili, vomitato, fatto incazzare il buon Lallo, vi siete vestiti da idioti, se vi abbiamo rallegrato una serata triste o rovinato il giorno più importante della vostra vita o se semplicemente credete che vi abbiamo fatto sentire della buona musica&#8230; beh, vi chiediamo come regalo di non mancare al più grande party di compleanno dell&#8217;estate!&#8221;</p>
<p><object width="400" height="300" data="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5062402&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5062402&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/5062402">TRASH-DANCE @ Baita al Lago</a> from <a href="http://vimeo.com/trashdance">Trash-Dance</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Varianti Music Festival</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 15:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a class='img_thumb' href=http://www.banana-magazine.com/2009/06/01/varianti-music-festival/><img src=http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/06/1_image_40.jpg class=img_thumb hspace=0 align=left width=105  /></a>
Era nell&#8217;aria, il bisogno di variare, di cambiare lo scenario, il contesto, il punto di vista. La volontà e la voglia di proporre, di proporsi in una maniera differente. Diversificarsi, davanti ai nostri occhi, davanti agl&#8217;occhi di tutti. Innovare, portando con se l&#8217;arte e la musica. Un nuovo scenario, differenti sonorità, una mescolanza di cambiamenti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-355" title="The Bloody Beetroots" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/06/1_image_40.jpg" alt="The Bloody Beetroots" width="380" height="265" /></p>
<p style="text-align: justify;">Era nell&#8217;aria, il bisogno di variare, di cambiare lo scenario, il contesto, il punto di vista. La volontà e la voglia di proporre, di proporsi in una maniera differente. Diversificarsi, davanti ai nostri occhi, davanti agl&#8217;occhi di tutti. Innovare, portando con se l&#8217;arte e la musica. Un nuovo scenario, differenti sonorità, una mescolanza di cambiamenti. VARIANTI FESTIVAL vuole inserirsi, senza nessuna pretesa, se non quella di dar coraggio alle persone. Inseme a loro, per innovare ed innovarsi. Un momento di dialogo, di confronto, all&#8217;interno di un unico grande contesto. Un momento artistico culturale, dove il pubblico potrà toccare con mano il cambiamento. Lo stesso pubblico che si fa promotore, che non si limita alla semplice aggregazione, ma diviene attento osservatore. VARIANTI vuole mettersi in gioco interamente; la centralità della musica verrà mescolata impalpabilmente con i contorni grafici. L&#8217;unione di più forme espressive, amalgamate, l&#8217;interagire cambiando. Un Festival a 360°. La voglia finalmente di proporre qualcosa di differente, difficilmente imitabile per qualità ed intenti, dove l&#8217;arte e la musica, potranno avere l&#8217;ultima parola su tutto. È tempo di VARIARE, voi avete il CORAGGIO per farlo? Allora fatelo il prossimo 7 giugno.</p>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 19:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thenewcool.it/blog/"><object width="728" height="90" data="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/10/banner_728x90.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/10/banner_728x90.swf" /></object></a></p>
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		<title>Ceci n’est pas un Inesco</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 10:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Maggio-Giugno 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[<a class='img_thumb' href=http://www.banana-magazine.com/2009/05/20/ceci-n%e2%80%99est-pas-un-inesco/><img src=http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/05/banana.png class=img_thumb hspace=0 align=left width=105  /></a>
Questo non è Inesco. Questo è Banana Magazine. E mi fa ancora strano dirlo e vederlo scritto.
Il gruppo di lavoro che per un anno si è occupato della redazione di Inesco Magazine ha deciso di diventare grande e di fare le cose in proprio.
Banana Editorial Management è il nome che quel gruppo di persone ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify left;"><img class="alignnone size-full wp-image-30" title="banana" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/05/banana.png" alt="banana" width="380" height="286" /></p>
<p style="text-align: justify left;">Questo non è Inesco. Questo è Banana Magazine. E mi fa ancora strano dirlo e vederlo scritto.<br />
Il gruppo di lavoro che per un anno si è occupato della redazione di Inesco Magazine ha deciso di diventare grande e di fare le cose in proprio.<br />
Banana Editorial Management è il nome che quel gruppo di persone ha preso nel tempo. Ora, quello stesso nome, Banana, è quello che andrà a rappresentare il risultato dei suoi sforzi.<br />
Da tempo sapevamo potesse presentarsi la necessità di camminare con le nostre gambe e, proprio per questo, da tempo, l’attività di comunicazione che ha avuto ad oggetto Inesco ha visto affiancato al nome della rivista un piccolo logo a forma di banana. Abbiamo cercato di educare il vostro occhio e la vostra mente alle forme ed alle parole che ci avrebbero rappresentato in futuro. Siamo noi dunque, gli stessi di prima, ma con una nuova pagina da scrivere e con l’entusiasmo di un nuovo progetto.<br />
Inesco è stato la nostra palestra, un laboratorio che ci ha permesso di crescere e di muovere i primi passi. Certo, di imparare e di crescere non si smette mai. Ma la nostra speranza è che questo numero uno di Banana Magazine possa essere l’inizio di una bella storia di impegno e di passione.<br />
La stessa storia, il suo proseguimento, che ci ha visto amorevolmente e scanzonatamente dare vita ad Inesco nei mesi scorsi. Un anno-e-qualcosa trascorso fra riunioni in pizzerie di provincia e speranze su un futuro che pareva promettente.<br />
Abbiamo vissuto questi sette numeri di Inesco con leggerezza; ci siamo incazzati tra di noi quando ce ne è stato il bisogno, così come ci siamo incazzati con qualcun altro quando si è rischiato di mettere a repentaglio il frutto degli sforzi di tutti senza che la colpa fosse nostra. Quello che viene è l’inizio di un nuovo amore: un hobby che diventa lavoro, un lavoro che rimane passione.<br />
Che aspettarsi, dunque, da questo nuovo progetto che nuovo non è? Aspettatevi lo stesso impegno di sempre e, se possibile, altro ancora. Aspettatevi la voglia di scoprire e mostrarvi idee nuove, volti nuovi e nuovi suoni. Aspettatevi la voglia di crescere con voi e per voi. Aspettatevi la voglia di cambiare restando uguali a se stessi. Aspettatevi un giornale leggibile, fresco. Quel giornale lì, che lo lasci in bagno assieme a quelli che legge la tua ragazza; quello lì, quello che piace pure a lei. Aspettatevi interviste, nuove rubriche e tante belle immagini. Perché le immagini se sono grandi riempiono gli occhi e se sono belle riempiono pure il cuore (si sa mai ci riempiano anche il portafogli…).<br />
Aspettatevi nuove firme e nuovi amici. E con loro nuove idee e nuovi stimoli. Aspettateci: nei negozi ed in rete; e contattateci: dialogate con noi, ci sarà pure qualcuno di voi con qualcosa di interessante da dire.<br />
Banana è meglio e sarà sempre meglio, questo bisogna che ve lo ficchiate in testa. Perché quando noi guardiamo il giornale, dopo che ci è arrivato dalla tipografia, lo passiamo ai raggi x. E mannaggia la volta che ci vada bene così com’è! Speriamo sempre non vediate tutti i difetti che a noi, invece, paiono grandi come macigni. C’è sempre tanto lavoro da fare, tanto da migliorare. Il nostro impegno è quello di trasformare questi errori in esperienza: vogliamo creare un prodotto sempre più completo e sempre migliore. Per questo, il nostro giornale crescerà fra le vostre mani.<br />
Ecco dunque il cambio di formato e la copertina nera (che a me fa tanto “Big Bang”, come atmosfera). Il giornale è più grande ora, respira meglio. Voi respirerete meglio, guardando le fotografie e le immagini che accompagnano ogni numero. E leggerete meglio, perché la carta che abbiamo scelto per voi è fatta apposta per esser letta.<br />
Conserverete meglio ogni copia, perché quando una cosa è fatta bene, la si tratta con più rispetto. Lo mostrerete meglio, perché quando qualcosa colpisce davvero la si vuole condividere con le persone che più si stimano.<br />
In questo anno e mezzo abbiamo conosciuto tante nuove persone. Alcune di loro non ci hanno ascoltato e non sanno che si sono perse (e soprattutto che si perderanno). Altre hanno deciso di accompagnarci e si sono aggregate alla nostra carovana.<br />
Ogni due mesi, cerchiamo di condividere con voi le storie che ognuna di queste persone è in grado di riportarci. Partendo dalla nostra terra, cerchiamo di raccontarle a voi che siete in giro per l’Italia.<br />
Voi, partendo dalle vostre case, cercate di portarle, ogni giorno, dentro alla vostra testa.</p>
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		<title>Numero 01 Maggio-Giugno 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 11:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rivista]]></category>

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		<description><![CDATA[<a class='img_thumb' href=http://www.banana-magazine.com/2009/05/03/numero-01-maggio-giugno-2009/><img src=http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/05/01.jpg class=img_thumb hspace=0 align=left width=105  /></a>







]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-258" title="01" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/05/01.jpg" alt="01" width="340" height="457" /></p>
<p><span id="more-12"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-261" title="05" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/05/05.jpg" alt="05" width="340" height="245" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-262" title="04" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/05/04.jpg" alt="04" width="340" height="245" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-337" title="b04" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/05/b04.jpg" alt="b04" width="340" height="245" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-264" title="03" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/05/03.jpg" alt="03" width="340" height="245" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-338" title="b06" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/05/b06.jpg" alt="b06" width="340" height="245" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-269" title="06" src="http://www.banana-magazine.com/wp/wp-content/uploads/2009/05/06.jpg" alt="06" width="340" height="245" /></p>
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